La locanda dell’ultima solitudine

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Titolo: La locanda dell’ultima solitudine

Autore: Alessandro Barbaglia

Casa editrice: Mondadori

Anno di pubblicazione: 2017

Prezzo: € 17,00

LA MIA RECENSIONE

“La locanda dell’ultima solitudine” è uno di quei libri che, a lettura terminata, non riesco a capire se mi abbia davvero convinta o no. Incuriosita dalle numerose recensioni positive ho deciso, qualche settimana fa, di ordinarlo in biblioteca. E’ la storia di due giovani, Libero e Viola, che si stanno cercando senza davvero saperlo. Libero vive nella Città Grande in compagnia di Vieniquì, un cane affettuoso e premuroso che ha il difetto di sparire all’improvviso senza lasciare traccia. Viola vive nel piccolo paese di Bisogno insieme alla madre ed entrambe si dedicano alla bizzarra attività di accordare fiori. Le vite dei due giovani scorrono tra imprevisti e scelte sbagliate e si ritrovano a convergere, nel finale del romanzo, in un incontro presso la Locanda dell’ultima solitudine. Una struttura, dalla storia improbabile, situata sopra uno scoglio della cittadina di Camogli. Nel 2007 Libero aveva preso appuntamento per ben dieci anni dopo e, contro ogni previsione, il ragazzo riesce a tenere fede alla promessa e a recarsi all’appuntamento con il destino. Un libro ben scritto ed originale che tuttavia non mi ha conquistata del tutto per le numerose stranezze della trama (l’intento era sicuramente quello di creare un’atmosfera fiabesca). In qualsiasi caso un’ottima prima prova letteraria per lo scrittore Alessandro Barbaglia che continuerò sicuramente a seguire nelle prossime pubblicazioni.

IL MIO VOTO (DA 1 A 10) E’… 7

Una fiaba moderna che si legge velocemente e tiene compagnia per qualche ora facendo riflettere su molti aspetti quali la potenza del destino e il senso di perdita e di abbandono.

LA RECENSIONE DI IBS

Libero e Viola si stanno cercando. Ancora non si conoscono, ma questo è solo un dettaglio. Nel 2007 Libero ha prenotato un tavolo alla Locanda dell’Ultima Solitudine, per dieci anni dopo. Ed è certo che lì e solo lì, in quella locanda arroccata sul mare costruita col legno di una nave mancata, la sua vita cambierà. L’importante è saper aspettare, ed essere certi che “se qualcosa nella vita non arriva è perché non l’hai aspettato abbastanza, non perché sia sbagliato aspettarlo”. Anche Viola aspetta: la forza di andarsene. Da anni scrive lettere al padre, che lui non legge perché tempo prima, senza che nessuno ne conosca la ragione, è scomparso, lasciandola sola con la madre a Bisogno, il loro paese. Ed è a Bisogno, dove i fiori si scordano e da generazioni le donne della famiglia di Viola, che portano tutte un nome floreale, si tramandano il compito di accordarli, che lei comincia a sentire il peso di quell’assenza e la voglia di un nuovo orizzonte. Con ironia leggera, tra giochi linguistici, pennellate surreali e grande tenerezza, Alessandro Barbaglia ci racconta una splendida storia d’amore.

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