Non è la fine del mondo

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Titolo: Non è la fine del mondo

Autore: Alessia Gazzola

Casa editrice: Feltrinelli

Anno di pubblicazione: 2016

Prezzo: € 15,00

LA MIA RECENSIONE

Ho avuto modo di avvicinarmi alla scrittura di Alessia Gazzola grazie ad un libro (“L’allieva“) regalatomi anni fa da un amico; da quel momento non mi sono persa nemmeno una delle avventure del medico legale più buffo di sempre: Alice Allevi. E’ stata dunque una bellissima sorpresa scoprire che la fantasia dell’autrice avrebbe dato vita ad un nuovo personaggio: Emma De Tessent. Emma rappresenta, ahimè, uno degli stereotipi della nostra epoca: la stagista tenace e meritevole che, seppure preparata più di certi colleghi, a causa della mentalità che si è venuta a creare nel mondo del lavoro fatica a trovare una stabilità economica ed il giusto riconoscimento. Tra cambi di lavoro, corsi di cucito e crisi personali e di famiglia Emma giungerà finalmente a riscoprire se stessa e a capire, a dispetto delle apparenze, quanto è in gamba e quanto vale. Mi sono ritrovata immediatamente nei pensieri e nelle gesta della protagonista poiché, come avrete intuito dal nome del mio blog, anche io vivo da anni il disagio dei contratti precari e la poco stabilità economica che ne consegue. Nel mondo spietato di stage non retribuiti, contratti a progetto e chi più ne ha più ne metta ogni tanto si rischia di perdere un po’ le speranze e di avvertire la necessità di rifugiarsi in un luogo sicuro e protetto che nel caso di Emma è un villino ricoperto di glicine. Un libro ben scritto che conferma le doti di Alessia Gazzola e che, a mio parere,  ha come unico difetto, il fatto di avere una trama un po’ troppo romanzata. 218 pagine che scorrono veloci e tengono piacevolmente compagnia.

IL MIO VOTO (DA 1 A 10) E’… 8

Un romanzo frizzante con una protagonista della quale è facile innamorarsi 😉

LA RECENSIONE DI IBS

Emma De Tessent. Eterna stagista, trentenne, carina, di buona famiglia, brillante negli studi, salda nei valori (quasi sempre). Residenza: Roma. Per il momento – ma solo per il momento – insieme alla madre. Sogni proibiti: il villino con il glicine dove si rifugia quando si sente giù. Un uomo che probabilmente esiste solo nei romanzi regency di cui va matta. Un contratto a tempo indeterminato. A salvarla dallo stereotipo dell’odierna zitella, solo l’allergia ai gatti. Il giorno in cui la società di produzione cinematografica per cui lavora non le rinnova il contratto, Emma si sente davvero come una delle eroine romantiche dei suoi romanzi: sola, a lottare contro la sorte avversa e la fine del mondo. Avvilita e depressa, dopo una serie di colloqui di lavoro fallimentari trova rifugio in un negozio di vestiti per bambini, dove viene presa come assistente. E così tutto cambia. Ma proprio quando si convince che la tempesta si sia finalmente allontanata, il passato torna a bussare alla sua porta: il mondo del cinema rivuole lei, la tenace stagista. Deve tornare a inseguire il suo sogno oppure restare dov’è? E perché il famoso scrittore che Emma aveva a lungo cercato di convincere a cederle i diritti di trasposizione cinematografica del suo romanzo si è infine deciso a farlo? E cosa vuole da lei quell’affascinante produttore che continua a ronzare intorno al negozio dove lavora?

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