Still Alice

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Titolo: Still Alice

Autore: Lisa Genova

Casa editrice: Piemme

Anno di pubblicazione: 2015

Prezzo: € 16,90

LA MIA RECENSIONE

Clinicamente l’Alzheimer può essere definito come “la forma più comune di demenza degenerativa progressivamente invalidante con esordio, nella maggior parte dei casi, in età presenile”. Umanamente l’Alzheimer si può considerare come un mostro che toglie la dignità alle persone che, trasformate dalla malattia, non riconoscono più i loro cari e le loro abitudini ma, cosa ancora più grave, non riescono più ad essere identificate in quanto esseri umani pensanti e capaci di provare emozioni. E’ proprio questo il dramma che si trova a vivere Alice Howland: cinquantenne, docente di linguistica all’università di Harvard, moglie di John e madre di Anna, Tom e Lydia. Per la protagonista le piccole dimenticanze imputabili allo stress e alla menopausa saranno i primi segnali di una forma presenile ed ereditaria del morbo di Alzheimer. L’autrice dando voce, in maniera struggente ed emozionante, ai pensieri confusi di Alice trascina il lettore nel dramma di una malattia che ancora oggi non conosce cura. Il discorso tenuto da Alice durante la conferenza annuale dell’Alzheimer’s Association rappresenta il messaggio che credo l’autrice con il suo romanzo abbia voluto lanciare: “Per favore, non limitatevi a guardare la nostra lettera scarlatta e a cancellarci dalla vostra vita. Non spaventatevi e non prendetela come un’offesa personale quando faremo degli errori, perché li faremo. Ripeteremo le stesse cose, cambieremo posto alle cose e ci perderemo. Ci dimenticheremo come vi chiamate e cos’avete detto due minuti prima. Faremo anche del nostro meglio per compensare e nascondere le nostre lacune cognitive”. Un romanzo scritto in maniera impeccabile e toccante che non si conclude dopo 293 pagine poiché trascina in profonde riflessioni e risveglia il sentimento del voler mettersi a disposizione di chi è meno fortunato di noi e, nonostante tutto, trova ogni giorno il coraggio  di lottare.

Dedico questa recensione a mio Zio Piercarlo che, da anni, come un guerriero, lotta contro questa terribile malattia e che ormai, seppur quasi irriconoscibile, rappresenta una delle persone a cui voglio e vorrò sempre più bene al mondo

IL MIO VOTO (DA 1 A 10) E’… 10

Un romanzo bellissimo che tutti dovrebbero leggere. Altrettanto bello ed emozionate l’omonimo film con protagonista la vincitrice del premio Oscar Julianne Moore.

LA RECENSIONE DI IBS

C’è una cosa su cui Alice Howland ha sempre contato: la propria mente. E infatti oggi, a quasi cinquant’anni, è una scienziata di successo, invitata a convegni in tutto il mondo, che ha studiato per anni il cervello umano in tutto il suo mistero. Per questo, quando a una importantissima conferenza, mentre parla davanti a un pubblico internazionale di studiosi come lei, Alice perde una parola – una parola semplice, di cui conosce benissimo il significato – e non riesce più a ritrovarla nel magazzino apparentemente infinito della sua memoria, sa che qualcosa non va. E che nella sua testa sta succedendo qualcosa che nemmeno lei può capire. O fermare. La diagnosi, inimmaginabile fino a un momento prima, è di Alzheimer precoce. Da allora, Alice, perderà molte altre parole. Perderà pian piano i nomi – per primi, quelli delle persone che ama, suo marito, i tre figli ormai adulti. Perderà i ricordi, ciò che ha studiato, ciò che ha fatto di lei la persona che è. In questo viaggio terribile la accompagnerà la sua famiglia: il cui compito straziante sarà di starle vicino, di gioire con lei dei rari momenti, luminosi e fugaci, in cui Alice torna a essere Alice. E, soprattutto, di imparare ad amarla in un altro modo.

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